Istituto di Istruzione Superiore Statale

Sede Centrale Viale di Villa Pamphili 86 - 00152 - Roma 

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Tra le vie trafficate ed affollate dell’EUR, tra mille negozi e grattacieli, si trova, poco distante dall’ufficio delle Poste Italiane, il Museo Storico delle telecomunicazioni. Una vastissima area contenente tutta la storia documentata fino ad oggi di ciò che è stata l’evoluzione della comunicazione.La prima cosa che viene mostrata all’entrata sono delle cassette della posta, che hanno una particolarità: sono cassette risalenti all’epoca dell’Antica Roma.

La posta è stata uno dei primi mezzi di comunicazione a distanza, creata in un contesto ben costruito ed organizzato, per la necessità di comunicare nonostante la distanza. Proseguendo ci si comincia ad avvicinare con gli anni. Entriamo in quella che è una ricostruzione di un ufficio postale dell’800. Cassaforti e macchianri originali ne adornano la sala.

   

Dopo questa immersione negli anni, si comincia ad osservare come qualcosa sta cambiando, con l’arrivo del telegrafo, un mezzo di comunicazione che passava attraverso dei cavi, permettendo maggiore velocità. Fu molto utilizzato fino a quando stumenti più potenti cominciarono a comparire. Pensiamo alla radio o addirittura a quello che fu il primo prototipo di quello, che noi oggi chiamiamo telefono. Una vera rivoluzione! Poter comunicare sentendo la voce dell’interlocutore a miglia di km di distanza, cosa che prima da molti era ritenuta fantascienza. L’evoluzione però si sa, è sempre in movimento, infatti sarà l'Olivetti che creerà il primo calcolatore, un enorme macchinario che altro non sarebbe che l’antenato del computer, che noi tutti abbiamo in casa. Oramai siamo alla soglia della nostra epoca e la mostra va per concludersi, ma non fatevi ingannare, perché non è finita. La comunicazione non è fatta solo di macchinari ma anche di arte, infatti finita la parte del museo sull’evoluzione della comunicazione, si passerà ad un altro argomento, non per questo meno bello! L’arte e lo sviluppo del Francobollo.

   

Se si pensa al francobollo, o più precisamente alla Filatelia, si penserà sicuramente a qualche attività noiosa e di poco valore, rivolta principalmente ad anziani o studiosi. All’interno del Museo Storico delle telecomunicazioni di Roma, un’intera parte è stata dedicata alla storia dei francobolli, valorizzandone non solo le specifiche tecniche, ma anche la storia, l’arte e la creatività, proponendo alle scuole e agli studenti attività ricreative e didattiche.

Partiamo però da un po’ di storia e da alcune definizioni:

Il francobollo è, in poche parole, un documento stampato da una parte e gommato sul retro, che serve per rappresentare la prova del pagmento anticipato di prestazioni quali la spedizione di una lettera o di un pacco ad un destinatario.

In passato, infatti, solo chi riceveva posta doveva pagare la corrispondenza ma, con alcuni trucchi, era abbastanza semplice eludere il pagamento.

Nasce così il francobollo.

Una delle prime emissioni della storia è il Penny Black, ideato dall’inglese Rowland Hill nel 1840.

Altri esempi celebri esposti sono ad esempio i francobolli di Sardegna, la cui prima stampa risale al 1851, o al più recente, dedicato a Marco Polo nel 1954. Ma appunto, come dicevo prima, il francobollo non descrive solo frammenti di storia: quel rettangolo plastificato che noi vediamo incollato sul retro delle lettere, non è solo un pezzo di carta, ma rappresenta l’arte, la vita di personaggi famosi, di racconti e di fiabe.

   

L’arte della Filatelia quindi non significa solamente “collezionare”, ma è anche una delle migliori attività per dar sfogo alla fantasia, motivo per cui il museo cerca in tutti i modi di abbattere gli stereotipi comuni, che dipingono il francobollo ai giovani di oggi come un qualcosa di “noioso” e “antiquato”, riducendo drasticamente il suo effettivo valore.

Articolo scritto da: Abbate Martina Maria e Di Gaetano Dario della classe 3ªAI.

Foto di: Vincenzo Marcella della classe 3ªAI.

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